IL LOCKDOWN NON ESENTA DAL PAGAMENTO DEGLI AFFITTI COMMERCIALI

La crisi per Covid non esenta il conduttore di un immobile commerciale a non pagare il canone di affitto. Ed è quindi legittimo lo sfratto per morosità. Lo ha stabilito la Sesta sezione civile dil Tribunale di Roma che ha emesso ordinanza di rilascio dell’immobile commerciale anche se con la crisi Covid la società affittuaria che gestisce il punto vendita ha subito un notevole calo di fatturato. Questo perchè la morosità dell’azienda conduttrice è assodata, mentre i dpcm adottati durante il lockdown risultano illegittimi, in quanto un atto amministrativo non può limitare le libertà costituzionali.

Il punto è che il dpcm resta un atto amministrativo che non può restringere le libertà fondamentali, anche se a «legittimarlo» è un atto che invece ha forza di legge, mentre la parte che non lo impugna, si legge nell’ordinanza, diventa essa stessa causa delle conseguenze negative sulla piena fruibilità dell’immobile.

Insomma: il giudice condivide «l’autorevole dottrina» secondo cui è contrario alla Costituzione prevedere mediante decreti del presidente del Consiglio dei ministri norme generali e astratte, che peraltro limitano diritti fondamentali della persona. E cita i giudici emeriti della Consulta Antonio Baldassarre, Sabino Cassese e Annibale Marini, che hanno espresso perplessità sulla scelta di ricorrere ai dpcm per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Sars-Cov-2. Di più. Il primo decreto legge che ha «legittimato» il dpcm non fissava neanche un termine né tipizzava i poteri: conteneva un’elencazione a titolo d’esempio e consentiva così l’adozione di atti innominati, oltre a non stabilire le modalità di esercizio dei poteri.

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