CONFINDUSTRIA: ALLARME DEBITO PER LE IMPRESE

Raddoppia il peso del debito per le imprese manifatturiere. E’ l’allarme lanciato dal Centro Studi Confindustria precisando che occorreranno 5,4 anni di cash flow nel manifatturiero per ripagare il debito, piu’ del doppio dei 2,2 anni del 2019. Anche i servizi passeranno a quasi 4 anni, da meno di 2 anni nel pre-crisi, dopo essere schizzati a 11,2 anni nel 2020.

Nel 2020 il credito bancario alle imprese italiane ha registrato un balzo (+7,4% annuo a ottobre), spinto dai prestiti emergenziali con garanzie pubbliche, arrivati oggi a circa 150 mld di euro. Questo strumento e’ servito per arginare la crisi di liquidita’ subita dalle imprese, causata dal crollo dei fatturati dovuto al lockdown e alle altre misure restrittive imposte dalla pandemia.

Senza interventi mirati a rafforzare la situazione finanziaria delle imprese (in primis, un allungamento della durata del debito), avverte il CsC, e senza un solido recupero di fatturato e cash flow dal 2021, in quasi tutti i settori di industria e servizi l’eccesso di indebitamento mette a rischio il flusso di nuovi investimenti produttivi in Italia.

Nel 2020 il manifatturiero italiano, evidenzia il CsC, ha subito un profondo calo di fatturato stimato a -144 mld, pari al -14,5% a causa della pandemia e del conseguente lockdown. Tale calo delle vendite si riflette in una flessione, meno marcata, degli acquisti di beni e servizi e del costo del personale. Si stima percio’ che il cash flow, definito come ricavi meno costi operativi correnti, nella manifattura sia caduto da 81 mld nel 2019 a -4 mld nel 2020.


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