CONFESERCENTI: CON NUOVO LOCKDOWN 150MILA IMPRESE A RISCHIO

A causa del Covid, “sono a rischio chiusura 150mila imprese, 80mila nel commercio e 70mila nel turismo, nella somministrazione e nei servizi per circa 450.000 posti di lavoro in fumo”. I consumi, nel frattempo, sono ai minimi storici: 110 miliardi di euro in meno rispetto allo scorso anno”. A lanciare l’allarme è la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, in occasione della relazione annuale dell’Associazione. 
In alcuni comparti, “nonostante i ristori ed i sostegni, si rischia il collasso. Nel turismo, ricettività e pubblici esercizi si può già stimare una perdita annuale superiore al 50% del fatturato. Superiore al 30% nel comparto moda; per citarne solo alcuni”, ha aggiunto De Luise. 
La pandemia, dunque, lascia “cicatrici sul corpo della nostra economia profonde e vive”. E non c’è dubbio, secondo De Luise, che “le imprese del commercio, del turismo, dei servizi siano quelle su cui, più di altre, si è abbattuto il peso della crisi pandemica”. 

Inoltre, secondo Confesercenti, un lockdown tra Natale, Capodanno ed Epifania “sarebbe un duro colpo” per il settore del commercio. Comporterebbe, infatti, per negozi e pubblici esercizi “un’ulteriore perdita di 10 miliardi di euro, di cui 3 miliardi di euro circa di consumi in bar, ristoranti ed altre attività di somministrazione e 7 miliardi in acquisti di beni e prodotti”. Quest’anno il Natale, il periodo più importante dell’anno, “viene vissuto con apprensione dalle nostre imprese”, ha spiegato De Luise. Da un sondaggio Swg “il 46% degli intervistati ha già fatto acquisti per Natale e di questi il 60% è stato comprato online. La paura deli assembramenti, le code che si registrano all’esterno degli esercizi, favoriscono acquisti dall’online. E per il Natale quest’anno spenderemo tutti meno. Lo stop delle vacanze congelerà 12 miliardi di consumi turistici e ristorazione. Sul fronte dei regali, il 54% deve ancora acquistare e lo farà – prevediamo – in gran parte anche presso gli esercizi commerciali delle nostre città. Un ritorno alla tradizione. Ci sono ancora 10 giorni che potrebbero dare alle nostre imprese una iniezione di fiducia”. 

I rumors di queste ultime ore “ci preoccupano. Da domenica prossima – ha osservato De Luise – quasi tutte le nostre Regioni rientrerebbero in zona gialla. Un ritorno alla normalità, soprattutto se si riaprissero gallerie commerciali e si desse respiro alle attività di bar e ristoranti. Per le nostre imprese la priorità è lavorare e tutte sono in grado di garantire la massima sicurezza. C’è voglia di ritornare quanto prima alla normalità. L’afflusso ordinato ma capiente dei pranzi al ristorante, né una riprova”. 

Uno stop and go, continuo, secondo De Luise, “azzera energie, crea sconcerto. L’impresa deve programmare, investire. In Germania la chiusura è stata annunciata con una settimana di anticipo, e le imprese da subito sanno che riceveranno il 75% del volume perso nei mesi di novembre e dicembre. L’Europa si è mossa con rapidità. La sospensione dei vincoli di bilancio ha permesso di utilizzare ulteriori risorse. Quelle iniettate nel nostro sistema sono state importanti, ma rispetto ad altri Paesi i tempi di adozione e implementazione delle misure sono stati insoddisfacenti”. 


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