ACCORDO SULLA RIFORMA DEL MES

Via libera dell’Eurogruppo alla riforma del MES il Meccanisno Europeo di Stabilità.
La riforma, che sarà firmata solo a fine gennaio mentre nel corso del 2021 si dovrebbe procedere con le ratifiche nazionali, amplia le funzioni del Mes e rafforza il ruolo dell’organismo intergovernativo nella progettazione, negoziazione e monitoraggio dei programmi di assistenza finanziaria. Viene accantonato inoltre il ‘famigerato’ memorandum che all’epoca della crisi della Grecia impose condizioni molto pesanti ad Atene, che sarà sostituito con una lettera d’intenti con cui il paese in questione si impegnerà a rispettare le regole del Patto di stabilità.

Si prevede inoltre la creazione di una rete di salvataggio (meglio nota con il termine inglese backstop) di sostegno comune al Fondo di risoluzione unico (Srf) sotto forma di una linea di credito del Mes per sostituire lo strumento di ricapitalizzazione diretta. Si tratta dunque di un fondo di emergenza finanziaria per le risoluzioni bancarie nell’eurozona. Sul backstop viene fissato un tetto nominale di 68 miliardi di euro come limite assoluto all’importo che il Mes potrebbe prestare al Fondo unico di risoluzione.

Vengono introdotte anche nuove norme concernenti le operazioni di salvataggio degli interi Paesi per mezzo del Mes, che assieme alla Commissione europea avrà il compito di analizzare la sostenibilità del debito dei Paesi e dunque la loro futura capacità di ripagarlo.

Cosa è il MES e come funziona
Il Mes, meccanismo Europeo di Stabilità, è un ente intergovernativo dell’Unione Europea con sede a Lussemburgo. A guidarlo c’è il Board of Governors con a capo il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno che coordina il lavoro dei ministri finanziari dell’area euro, i quali, a loro volta, scelgono i membri che faranno parte del Board of Directors. Klaus Regling è il direttore generale che presiede le riunioni di questo secondo Board, ma opera seguendo le indicazioni del primo Board. Il Presidente della Bce e il Commissario europeo agli Affari Economici, invece, partecipano come osservatori. Nasce nel 2012 per fornire aiuti a quei Paesi dell’area euro che rischiano il default così da salvaguardare anche la tenuta finanziaria degli altri Stati membri. Il Mes ha un ‘tesoretto’ potenziale di ‘700 miliardi di euro: 620 possono essere ottenuti attraverso l’emissione di bond, mentre gli altri 80 provengono da una sorta di ‘colletta’ effettuata tra i vari Stati membri. Il primi tre contribuenti sono Germania (27,1%), Francia (20,3%) e Italia (17,9%) e, finora il nostro Paese ha versato ben 14,3 miliardi. In sintesi, l’Unione Europea presta soldi in cambio di determinate riforme fiscali (taglio della spesa pubblica), strutturali (misure a favore della crescita) e finanziarie (eventuale ricapitalizzazione delle banche).

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