UE: AMAZON USA I DATI DEI VENDITORI PER FARGLI CONCORRENZA

L’accusa è di quelle pesanti: “Amazon potrebbe aver utilizzato dati sensibili su larga scala per competere con i rivenditori più piccoli”. In sostanza il colosso di Besoz si approprierebbe di dati dei prodotti messi in vendita sulla sua piattaforma per utilizzarli e realizzare prodotti simili in concorrenza.

Per questo la Commissione europea ha messo formalmente sotto accusa Amazon per l’utilizzo improprio dei dati aziendali non pubblici dei venditori indipendenti, una pratica con cui creerebbe un vantaggio per le proprie attività di vendita al dettaglio.

Secondo Bruxelles, la grande quantità di dati sui venditori terzi a cui Amazon ha accesso fluiscono direttamente nei sistemi automatizzati di vendita, che aggregano questi dati e li utilizzano per calibrare le offerte al dettaglio di Amazon e le decisioni aziendali strategiche a scapito degli altri venditori sul mercato.

L’antitrust Ue ha poi ha avviato una seconda indagine sulle presunte pratiche sleali che la società di Jeff Bezos avrebbe messo in atto per favorire la vendita dei propri prodotti e dei venditori che utilizzano i suoi servizi di logistica e consegna di Amazon. Nel mirino ci sono in particolare i criteri stabiliti per selezionare il vincitore della cosiddetta ‘Buy Box’, che consente ai venditori di offrire prodotti agli utenti abbonati al programma di fedeltà Amazon Prime, e l’utilizzo stesso di Prime da parte dei venditori indipendenti. Ora la palla passa nel campo della società con sede a Seattle, chiamata a rispondere alle accuse nelle prossime settimane.

Amazon smentisce le accuse e si impegna a chiarire la sua posizione. 


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