IL COVID SI RIABBATTE SULL’ECONOMIA

La seconda ondata di Covid torna a colpire anche l’economia. Vari i settori a rischio e non solo quelli direttamente interessati da restrizioni e chiusure.

Intanto questa seconda ondata spaventa gli italiani e congela i consumi, bloccati dalla paura e dalle nuove restrizioni alle attività, bruciando tra gli 8 e i 10 miliardi di euro di spesa delle famiglie nel quarto trimestre di quest’anno cioè da ottobre a dicembre. E’ la stima fatta da Confesercenti.
Solo lo stop alla festa di Halloween, che ricorre proprio questa sera, porterà alla perdita di circa 200 milioni di euro di consumi nel commercio, negli eventi e nella somministrazione.
Una settimana fa – afferma Confesercenti – stimavamo che le nuove restrizioni avrebbero comportato una riduzione dei consumi di 5,8 miliardi di euro. Ciò sotto l’ipotesi che le misure potessero essere rimosse già alla fine della prima settimana di novembre, senza dunque impatti sulle spese natalizie. La stima però deve ora essere rivista in senso pessimistico, sia alla luce della dinamica dei contagi italiani sia in considerazione dei provvedimenti adottati dagli altri Paesi europei e dall’Italia con l’ultimo Dpcm“. 

Inoltre più di 6 imprese su 10 (61%) registrano una riduzione importante dell’attività e della clientela a causa dell’emergenza coronavirus con le necessarie misure anti contagio, la frenata dell’economia e l’incertezza crescente sul futuro. E’ quanto emerge da una indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione nazionale di imprese in vista delle nuove disposizioni anti Covid. Nel 64% dei casi il taglio delle commesse e degli incarichi ha riguardato addirittura clienti storici e consolidati, il 7% coinvolge i rapporti con i mercati esteri e il 29% altre situazioni come l’apertura di nuovi rapporti con il settore dei servizi, della scuola e della logistica che – spiega Uecoop – fanno registrare un balzo del clima di incertezza per il futuro legata all’espandersi della pandemia. La situazione non predispone le aziende a un approccio positivo riguardo i prossimi mesi tanto che più di 4 su 10 (44%) pensano che ci vorrà almeno un anno per rivedere una crescita reale dell’economia e dei posti di lavoro persi nel 2020 e quelli a rischio nel 2021 quando finirà la cassa integrazione con il blocco dei licenziamenti. L’evolversi della situazione – sottolinea Uecoop – sta mettendo a dura prova la resilienza delle imprese cooperative con la necessità di garantire il posto a oltre 1 milione di persone dall’agroalimentare alla scuola, dalle costruzioni alla logistica, dal commercio all’informatica, dall’assistenza sociale ai servizi di sicurezza e vigilanza. Siamo di fronte a uno scenario totalmente nuovo che costringe a pianificare l’attività di settimana in settimana mentre prima si ragionava in termini di trimestri e semestri – conclude Uecoop – con situazioni molto diversificate che nella guerra al virus vanno dall’adozione di nuove misure di sicurezza alla difesa dei posti di lavoro e delle attività.


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