CREDIT AGRICOLE-BANCO BPM: PROVE PER LA SECONDA BANCA ITALIANA

Potrebbe nascere nei prossimi mesi il secondo polo bancario italiano, che si posizionerebbe subito dopo Intesa San Paolo e prima di Unicredit. E nascerebbe dalla fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole. Le trattative sono in fase avanzata e la fusione potrebbe avvenire entro la primavera del 2021. 

Anche sulla scorta delle raccomandazioni della BCE che spingono alla creazione di istituti sempre più grandi le due banche guardano all’intesa che le trasformerebbe nella seconda banca italiana e che, sul piano internazionale, rafforzerebbe ulteriormente il gruppo francese. 

il progetto, riporta il Corriere della Sera, dovrebbe passare attraverso un aggiornamento del piano industriale del Banco Bpm, che sarà presentato entro la fine dell’anno. In quel documento, Banco Bpm dovrebbe annunciare la chiusura di ulteriori trecento agenzie: sarebbe il prodromo della fusione che vedrebbe nascere un gruppo con circa 2.600 sportelli in Italia rispetto ai 2.908 che rappresentano la somma odierna delle rispettive agenzie. 

Dall’unione di Banco Bpm e Crédit Agricole nascerebbe un gruppo con 32 mila dipendenti e, stando ai bilanci chiusi il 31 dicembre 2019, 6 miliardi di euro di proventi operativi e oltre 1,1 miliardi di utile netto. Al secondo trimestre di quest’anno gli asset totali dei due gruppi superavano i 252 miliardi, 179 di questi riconducibili al Banco Bpm, 73 all’Agricole. Sarebbe una banca di grandi dimensioni, con alle spalle un partner francese che è presente in 50 paesi e ha chiuso il 2019 con 6,8 miliardi di utili netti. 
Già definita anche la governance. L’attuale numero uno di Banco BPM, Giuseppe Castagna, diventerebbe il ceo della nuova banca mentre l’’AD di Agricole Italia Giampiero Maioli assumerebbe la carica di presidente.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *