FMI MIGLIORA LE STIME SULL’ITALIA POST COVID

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha rivisto al rialzo le sue previsioni sul crollo che subirà l’economia italiana quest’anno, a seguito della crisi pandemica: ora stima un meno 10,6% del Pil. Il dato, contenuto nel World economic outlook, che ha effettuato ritocchi in meglio per tutta l’economia globale, è di 2,2 punti migliore delle stime dell’Fmi dello scorso giugno, ma resta di oltre 1,5 punti peggiore delle previsioni appena inserite dal governo nella Nota di aggiornamento al Def (-9%).

L’Fmi ha rivisto al ribasso anche la portata del rimbalzo del Pil Italiano sul 2021: più 5,2%, ovvero 1,1 punti in meno rispetto alla previsione di giugno.

Secondo il rapporto dell’Fmi, il deficit di Bilancio dell’Italia balzerà al 13% del Pil quest’anno, dall’1,6% del 2019, a seguito della crisi pandemica e delle misure adottate al governo, per poi smorzarsi al 6,2% del Pil nel 2021 e successivamente proseguire la dinamica di riduzione, fino al 2,5% del Pil nel 2025.

Pesante l’effetto sul livello di indebitamente pubblico, che dal già elevato 134,8% del Pil del 2019 è previsto lievitare al 161,8% nel 2020 e successivamente smorzarsi solo in parte, al 158,3% nel 2021. Più a lungo termine, sull’orizzonte 2025 il Fmi pronostica un debito-Pil al 152,6%.

Il World economic outlook prevede inoltre disoccupazione in aumento in Italia con la crisi pandemica, nonostante le misure messe in campo: secondo l’Fmi dal 9,9% del 2019 il tasso di disoccupazione salirà all’11% quest’anno e a un ulteriore 11,8% nel 2021.


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