RIMINI SI RIPENSA PER CONFERMARSI CAPITALE EUROPEA DEL TURISMO

Colpita duramente come tutte le altre città turistiche dalla pandemia, Rimini si ripensa per rilanciarsi e riconquistare quel ruolo di capitale europea del turismo che ha sempre avuto. Per questo nei mesi scorsi è stato messo a punto un piano di azione coordinato dal Piano Strategico di Rimini e al quale hanno partecipato i diversi attori della filiera turistica e delle istituzioni.

Il piano di azione –  ci spiega il presidente del Piano Strategico di Rimini, Maurizio Ermetiprevede innanzitutto la cooperazione tra operatori turistici anche di settori diversi ma attivi nelle stesse aree della città. Il progetto parla di Borghi del Parco del Mare. Si pensa poi ad attività di formazione e a facilitazioni urbanistiche e procedurali per agevolare le aggregazioni tra operatori. Fondamentale anche lavorare sul marchio Rimini, aiutandolo a ritrovare appeal.Già in autunno il lavoro messo in atto cercherà di aiutare il turismo riminese a limitare i danni fatti dall’emergenza Covid. Saranno infatti elaborati pacchetti e veri e propri prodotti nuovi da lanciare sul mercato. Dalla cultura in centro storico al collegamento con l’entroterra fino all’enogastronomia. Un richiamo di prossimità per richiamare ospiti nel raggio di 300/400 km per weekend o short break” 

Il duplice obiettivo che ha orientato il lavoro è stato quello di tracciare una traiettoria per accompagnare una rapida ripartenza post-Covid lavorando, però, al contempo, anche ad una visione di medio-lungo periodo che mirasse a rispondere, in chiave locale, a una sostanziale debolezza di fondo del turismo, non solo riminese, ma italiano tutto: il gap incolmabile tra la desiderabilità del nostro Paese e la sua effettiva competitività sul mercato turistico. Una difficoltà attribuibile anche al mancato riconoscimento del valore “industriale” del turismo, a dispetto dall’alta percentuale di PIL che questo settore genera in Italia e nel mondo. Il turismo è, peraltro, un’industria “generativa”, per la sua capacità di favorire uno sviluppo culturale, relazionale ed economico. Un’industria ad alto tasso occupazionale nonché un’industria “equa”, perché redistribuisce il fatturato su una lunghissima filiera di operatori che contribuiscono alla creazione del prodotto. Inoltre, parliamo di un settore industriale in costante crescita mondiale e con grande potenzialità di sviluppo, ancor più per il nostro Paese grazie alla sua forte desiderabilità.

Il piano d’azione si compone di sette ambiti strategici:
– cooperazione e filiere per l’innovazione e la crescita imprenditoriale
– formazione e coaching per la cooperazione
– nuovi strumenti urbanistici per agevolare l’aggregazione degli operatori economici e i progetti di innovazione turistica
– un sistema commerciale di eccellenza
– qualificare il branding territoriale e la brand equity
– Rimini territorio fully digital
– Rimini tutto l’anno – strategie di prodotto e di comunicazione per il breve e medio periodo

Questo percorso del Piano Strategico si è integrato con un ulteriore approfondimento supportato dalla Camera di Commercio delle Romagna, mirante a individuare specifiche strategie di riposizionamento internazionale del territorio riminese. A questo lavoro hanno contribuito Antonio Preiti, economista e direttore di Sociometrica, e Paolo Verri, esperto in sviluppo urbano e grandi eventi. L’obiettivo strategico di questa linea di azione, che prevede, tra le altre attività, la realizzazione a Rimini di un evento internazionale sul turismo, è quello di affermare una nuova leadership internazionale del territorio di Rimini a partire dall’abilità straordinaria della nostra destinazione nel far star bene le persone e nel farsi scegliere da quanti cercano di perseguire quella felicità possibile racchiusa nel tempo della vacanza.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *