DA FICO PERDITE E PROBLEMI PER FARINETTI E COOP

“Il secondo anno di attività ha visto una graduale diminuzione dei visitatori, che si sono assestati a poco più di 1.600 mila (paganti) a fine 2019. I visitatori ‘italiani fuori Bologna’ e stranieri sono aumentati ma non abbastanza per sopperire alla perdita di presenze dei bolognesi, calati dopo il primo periodo di novità. (…) L’analisi dei dati relativi ai visitatori ha mostrato un basso indice di fedeltà, seppur influenzato dai visitatori stranieri, per i quali solo il 7% è venuto a Fico più di una volta”. E’ in queste parole scritte dall’amministratore delegato Tiziana Primori nella relazione sulla gestione che è la crisi di Fico, il parco tematico del cibo alle porte di Bologna realizzato da Eataly e Coop Alleanza 3.0.

Parole in chiaro contrasto con quelle di Oscar Farinetti che a inizio 2020 diceva:  “Fico ha bisogno di tempo. L’afflusso di italiani è in linea con le previsioni, ci mancano gli stranieri: oggi sono a quota 400mila e invece ce ne servono 2 milioni. Comunque Fico ha 40 milioni di fatturato e non perde soldi”.

Invece non è vero che non perde soldi. Infatti Eatalyworld srl, che è la società che gestisce il parco gastronomico, ha archiviato il 2019 con perdite nette di esercizio pari a 3,14 milioni, che vanno a confrontarsi con il mini utile di 19mila euro dell’anno prima. Il valore della produzione è invece calato a 34,31 milioni dai 42,59 milioni del 2018, mentre il margine operativo lordo nel 2019 è risultato negativo per 4,34 milioni, in peggioramento dal “rosso” di 3,13 milioni dell’esercizio precedente.

“I dati – prosegue impietosa la relazione della Primori – mettono in luce la difficoltà del parco di attrarre più visitatori e quindi di raggiungere i risultati economici attesi. Le ricerche di mercato poste in essere nel corso del 2019 hanno evidenziato come il parco non abbia una vera e propria identità: è spesso percepito dai visitatori come un centro commerciale con vendita e somministrazione di prodotti alimentari”.

Ai negativi risultati del 2019 occorre adesso aggiungere gli effetti del Covid che ha comportato la chiusura di Fico per vari mesi e un’ulteriore contrazione di visitatori. Tanto che i due soci appunto famiglia Farinetti e Coop Alleanza 3.0, sono dovuti scendere in campo a sostegno con nuovi finanziamenti per 4,2 milioni (di cui 1,2 milioni erano già stati versati a dicembre 2019) e rinunciando a un precedente prestito soci da 2,8 milioni, che è servito a coprire le perdite di esercizio del 2019 e a riportare il patrimonio netto in area positiva, a 850mila euro. 

Solo grazie a questi interventi, scrive ancora l’amministratore delgato nella relazione al bilancio “si ritiene che, malgrado la rilevanza delle conseguenze economiche e finanziarie indotte dalla situazione di emergenza Covid-19, la società operi nel presupposto di continuità aziendale”.

Insomma, per ora si va avanti. Poi si vedrà. 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *