STOP BOMBE ALL’ARABIA E LA FABBRICA SARDA CHIUDE

La fabbrica di bombe Rwm di Domusnovas, nel Sud Sardegna, ha comunicato il mancato rinnovo dei contratti per 80 lavoratori. Per altri 90 dipendenti è stata annunciata la cassa integrazione dal 1 agosto, a causa della riduzione della produzione di armamenti, seguita allo stop alle esportazione di bombe d’aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi, deciso un anno fa dall’Italia. L’87% degli ordini – ha fatto sapere l’azienda – non è producibile, in quanto sospeso.

L’ad Fabio Sgarzi ha comunque confermato che proseguiranno gli investimenti per completare i nuovi impianti. I sindacati, in particolare le segreterie territoriali diFilctem Cgil e Femca Cisl, hanno proclamato lo stato di agitazione e chiesto un incontro al prefetto, alla Regione e al governo.  Il sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi ha assicurato l’intervento del governo, mentre il Comitato per la riconversione della fabbrica ha colto l’occasione per riproporre l’ipotesi di un cambio radicale della produzione, da bellica a ecologica. Il deputato sardo di FdI Salvatore Deidda ha annunciato un’interrogazione ai ministeri della Difesa e dello Sviluppo economico per sollecitare soluzioni in grado di evitare la perdita di decine di posti di lavoro in un territorio già in gravi difficoltà. La Regione Sardegna ha convocato un incontro per martedì prossimo, con rappresentanti della Rwm e i sindacati.

Le conseguenze economiche del divieto di esportazione verso paesi belligeranti imposto dalla legge 185/90 e voluto da parlamento e governo nello scorso luglio hanno finito per ricadere esclusivamente sugli anelli deboli della catena: i lavoratori e le loro famiglie”, commenta il Comitato per la riconversione della fabbrica, coi portavoce Arnaldo Scarpa e Cinzia Guaita. “L’azienda ha un cliente principale che giustifica economicamente la sua attività e quel cliente è un Paese (l’Arabia Saudita, ndr) che da 5 anni è in guerra contro una parte dei cittadini yemeniti, con tutta la potenza del suo apparato militare che non bada a spese pur di annientare il nemico ed è sostenuto da buona parte dei Paesi occidentali”.

Ora c’è da affrontare il problema della riconversione della fabbrica. Che, però, non è di facile soluzione. Al riguardo il Comitato per la riconversione della Rwm di Domusnovas osserva: “Non sarà il caso di mettere in cantiere, subito, un progetto di riconversione industriale al civile, finanziato dallo Stato, magari approfittando dei fondi stanziati dall’Unione per la conversione ecologica, green, dell’economia europea? Le istituzioni, facciano la scelta giusta: sostengano subito e direttamente i lavoratori, con gli strumenti necessari, senza incentivare nuove intraprese belliche della proprietà aziendale ma anzi promuovendo una radicale conversione delle produzioni, ecologica e pacifica, per il bene di tutti i sardi ma anche, contemporaneamente, delle popolazioni straziate dalle ‘nostre’ bombe”.


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