IL 25% DEGLI ITALIANI STA RICORRENDO AL BANCO DEI PEGNI

Italiani sempre più poveri. Ben 1 su 4 è pronto a impegnarsi i gioielli di famiglia, ossia a rivolgersi al credito su pegno, per avere liquidità immediata. Tanto che afflussi presso le filiali Affide, società che gestisce in tutta Italia il credito su pegno, nel mese di maggio hanno registrato una crescita delle operazioni complessive agli sportelli del 18% rispetto al mese di febbraio, precedente il lockdown.

È quanto emerge dalla fotografia scattata dal rapporto “Gli Italiani e l’impatto economico dell’emergenza Coronavirus”, che Affide (leader europeo del credito su stima)-BVA Doxa hanno condotto su 1.000 italiani per capire quali siano stati i principali impatti economici provocati dalla pandemia. Dallo studio emerge che 2 italiani su 3 hanno avuto impatti negativi sulla situazione finanziaria della propria famiglia a causa dell’emergenza.

Tra chi ha dichiarato di essere stato colpito finanziariamente, il 50% ha dichiarato di aver subito un impatto “medio” sulla propria economia (ossia ha dovuto rivedere il proprio stile di vita senza stravolgerlo a causa di una riduzione delle entrate), mentre il 16% parla di un impatto “molto forte” perchè si è visto costretto a chiudere la propria attività o è rimasto senza lavoro. In questo contesto, l’esigenza di ricorrere a servizi di finanziamento per sopperire a mancate entrate economiche appare inevitabile.

In quale misura l’emergenza ha colpito il patrimonio degli italiani dall’inizio dell’emergenza sanitaria (fine febbraio) a oggi? Il 25% del campione totale ha perso una cifra inferiore ai 1.000 euro, un altro 25% fra i 1.000 e i 5.000 euro, mentre per l’11% si parla di perdite superiori a 5.000 euro. I più colpiti sono stati le famiglie con figli (79%), gli autonomi (79%) e i disoccupati (75%), oltre ai giovani nella fascia 18-24 (79%). Per molti connazionali, la corsa alla richiesta di un prestito è stata in questi mesi la soluzione naturale per rispondere alla mancanza di liquidità. Secondo la ricerca BVA Doxa-Affide, il 34% del campione conosce il credito su stima, e ben 1 connazionale su 4 vi si rivolgerebbe per ottenere liquidità immediata.

Tra le principali motivazioni legate alla scelta del credito su stima, il 18% lo sceglierebbe soprattutto per ottenere in modo facile e rapido un prestito in 20 minuti ; il 17% perchè certo di rientrare in possesso del proprio bene in poco tempo; il 15% per ottenere liquidità senza dover presentare garanzie, come buste paga o dichiarazioni di reddito ; infine il 9% semplicemente per far fruttare i gioielli dimenticati in un comodino che non si usano più senza doverli vendere.

Ma quali sono le ragioni che spingerebbero le persone a scegliere i servizi del credito su stima in questo periodo? In primis ci sono le spese inattese o impreviste (15%); poi per far fronte alla perdita del lavoro o a una riduzione dello stipendio (8%). Non manca chi vi si rivolgerebbe, pero’, per pagare l’affitto o il mutuo di casa (5%), per affrontare piccole spese fisse come il pagamento di bollette o la spesa (5%) o per sostenere la propria attività commerciale (4%).

In Italia usano in media questo servizio tra le 270.000 e le 300.000 persone ogni anno, per un giro d’affari complessivo di circa 800 milioni di euro affidamenti (dati Assopegno 2019) e un taglio medio del prestito di circa 1.000 euro secondo quanto dichiarato da Affide. Solo nel 5% dei casi il bene non viene riscattato e va all’asta, sempre per conto del cliente.


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