ALBERGHI PREDA DI GRUPPI STRANIERI E MAFIE?

«La situazione attuale degli alberghi è drammatica. Al momento solo un quarto delle strutture alberghiere ha riaperto, visto che i costi sono troppo alti e senza clientela non si possono sostenere le spese di gestione e del personale», dice  Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma. Lui parla della Capitale, ma la situazione è la stessa un po’ in tutta Italia.

Sono molti gli alberghi ancora chiusi. E di questi molti, probabilmente, non riapriranno più. E chi ha riaperto si sta pentendo perchè la mancanza di clienti non consente di sostenere i costi. 

Le cose vanno un po’ meglio se le strutture sono di proprietà. Ma per chi è in affitto la situazione è al collasso. 

Il fatto è che mancano i turisti sia nelle città, sia nelle località di vacanza. 

Così a Roma un hotel su 3 tra quelli che hanno riaperto i battenti sta concentrando la sua attività sui clienti romani. Via gli stranieri e con pochi turisti italiani, l’imperativo è quello di “riciclarsi”, ampliando la propria offerta, con piscine e terrazze per serate e aperitivi o altre iniziative che non prevedano il pernottamento. 

Per tanti una scelta obbligata, anche considerando il fatto che secondo le previsioni, quella appena iniziata sarà un’estate particolarmente critica, dal punto di vista del turismo, soprattutto per le città d’arte, che potrebbero soffrire più di altre località di villeggiatura, tutte le costrizioni che derivano dalla situazione creatasi con l’emergenza coronavirus.

E della crisi c’è chi cerca di approfittare per trarre vantaggio.

In agguato ci sono gruppi internazionali e gruppi criminali. 

Il Prefetto di Rimini già nei mesi scorsi ha lanciato l’allarme su strani passaggi di proprietà in quella che è considerata la capitale delle vacanze. 

Mentre Federalberghi conferma che molti grandi alberghi sono finiti nel mirino dei grandi gruppi d’investimento internazionali che, approfittando della crisi generata dal Covid 19, hanno già mosso i primi nel tentativo di accaparrarsi alcune strutture. 

Solo a Roma, secondo Confindustria Alberghi, il valore degli immobili che ospitano i 1.200 alberghi della città (per 9.400 stanze), si aggira intorno ai 12 miliardi di euro. Chi dispone di liquidità immediata può approfittarne per fare affari a basso prezzo con chi oggi è in forti difficoltà.

A Roma Federalberghi teme  che, avanti di questo passo, in meno di un anno il 40% delle aziende potrebbe addirittura non esistere più. 


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