ANCORA IN CALO LE TARIFFE RC AUTO

Il premio medio delle polizze rc auto è sceso ancora tra 2019 e marzo 2020, da 343 a 339 euro al netto delle tasse, con un calo di 4 euro in valore assoluto, pari a -1,0% in valore percentuale. E’ quanto emerge dall’ultima rilevazione dell’Ania sui contratti che sono giunti a rinnovo lo scorso mese e riportati nella comunicazione scritta che l’impresa invia all’assicurato almeno 30 giorni prima della scadenza annua del contratto. Considerando anche le imposte (15,7%) e il contributo al Servizio sanitario nazionale (10,5%) 2020 il premio medio è sceso da circa 433 a 428 euro. La flessione di marzo, anche se lievemente inferiore a quelle registrate nella seconda parte dell’anno precedente, specifica l’Ania, “protrae il più lungo periodo di riduzione dei premi medi che il mercato italiano abbia mai registrato e che ha avuto inizio nell’autunno del 2012”. In particolare negli otto anni da marzo 2012 a marzo 2020, la contrazione è stata di oltre il 24%. Nel confronto tra marzo 2019 e marzo 2020, il premio medio delle autovetture al netto delle tasse risulta in riduzione dello 0,7%, passando da 346 a 343 euro. In diminuzione anche il costo medio delle polizze dei motocicli che segnano una riduzione del 3,3% (da 234 a 226 euro). Continua la flessione anche per i ciclomotori (-1,9%), con 153 euro (era 156 euro a marzo 2019). Da quando è stata avviata la rilevazione, il premio medio per il totale dei veicoli è passato dai 449 euro pagati in media nel marzo 2012 a 339 euro nel marzo 2020. In otto anni, quindi, il premio medio si è ridotto di 110 euro; le riduzioni (rispetto all’anno precedente) sono state le seguenti: -12 euro nel 2013, -29 euro nel 2014, -27 euro nel 2015, -20 euro nel 2016, -12 euro nel 2017, -6 euro nel 2018, -3 euro nel 2019 e -4 euro nel 2020. In termini percentuali il premio medio è diminuito del 24,4% da marzo 2012 a marzo 2020, con un tasso di riduzione che, dopo un progressivo rallentamento, torna lievemente a rafforzarsi nell’ultimo anno: -2,6% nel 2013, -6,6% nel 2014, -6,5% nel 2015, -5,2% nel 2016, -3,1% nel 2017, -1,7% nel 2018, -0,6% nel 2019 e -1,0% nel 2020.

Secondo l’analisi di un campione di oltre 1.200.000 preventivi raccolti da Facile.it nel corso dei mesi di marzo 2020 e 2019, l’obbligo di stare a casa e il blocco di molte attività produttive hanno determinato un drastico calo del numero di veicoli in circolazione (-77%) e dei sinistri stradali (-68% secondo gli ultimi dati della polizia stradale); condizioni che, secondo quanto emerso dall’osservatorio RC auto di Facile.it, hanno contribuito a far calare la tariffa media RC auto scesa, a marzo 2020, a 498,45 euro, l’8,05% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Dato confermato anche dalle prime proiezioni di aprile dalle quali emerge un’ulteriore tendenza al ribasso ma dopo questa fase le tariffe sono nuovamente attese in aumento. Guardando i dati a livello territoriale, emerge che i premi medi rilevati dall’osservatorio di Facile.it sono diminuiti in tutto il Paese. A guidare la classifica dei cali è l’Emilia-Romagna, area dove, a marzo 2020, i valori medi sono scesi del 12% rispetto allo stesso mese del 2019. Seguono nella graduatoria la Toscana (-11,75%) e il Lazio (-10,98%). Guardando invece alle regioni dove le tariffe sono scese in misura inferiore, all’ultimo posto della classifica nazionale si posiziona la Campania, dove, a marzo 2020, i valori medi risultavano in calo solo dell’1,39% rispetto allo stesso mese del 2019. Maglia nera si conferma essere ancora una volta la Campania: qui, a marzo 2020 per assicurare un mezzo occorrevano, in media, 922,53 euro, vale a dire l’85,1% in più rispetto al valore nazionale. Analizzando le garanzie accessorie scelte al momento del preventivo, infine, la più richiesta risulta essere l’assistenza stradale (39,3%).

L’8 maggio Red Circle Investments, società che fa capo a Renzo Rosso, patron del marchio della moda Diesel, ha acquisito una quota del 5% del capitale di Masi Agricola, quotata su Aim Italia. Solo pochi giorni prima, l’azienda vitivinicola aveva reso noto che la società Bac.Co (che fa capo al Fondo Alcedo) era uscita dal capitale sociale, di cui deteneva il 6%. La famiglia Boscaini resta azionista di maggioranza con Sandro, Bruno e Mario Boscaini che detengono ciascuno il 24,5%, per una quota del capitale di Masi pari al 73,5%.


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