CONTE VUOLE I NOSTRI RISPARMI?

“Siamo tutti consapevoli che in Italia c’è tanto risparmio privato, è uno dei punti di forza.” Lo ha detto Giuseppe Conte  nel corso della conferenza stampa del 16 maggio focalizzata sulla riapertura delle attività del 18. 

Parole che possono significare tutto e il contrario di tutto. 

Ma che, soprattutto, stanno allarmando per il timore di possibili manovre rivolte a intaccare i risparnm degli italiani con patrimoniali o prelievi forzosi sui conti correnti. 

Secondo un’indagine del Censis di due anni fa si tratterebbe di qualcosa come 4.200 miliardi di euro di cui 1.380 in contanti depositati sui conti correnti.

A qualcuno potrebbe quindi esser venuto in mente di farvi ricorso ripetendo oggi quanto nell’estate del 1992 fece Giuliano Amato che fece una patrimoniale “nottetempo”, con annesso prelievo forzoso sui conti correnti di cittadini e imprese.

Un’idea, del resto, quella della patrimoniale per sostenere i costi di questa emergenza che un mese fa è stata avanzata anche dal Pd.  Si parlò allora di una extra tassa sui redditi da oltre 80mila euro lordi, chiamata “contributo di solidarietà”. Ma se finora non se ne è fatto nulla non è detto che non ci si possa provare adesso che la crisi si è ulteriormente aggravata. 

Di patrimoniale o prelievo forzoso o altro parla apertamente Andrea Giuricin, docente dell’università di Milano Bicocca. “Siete pronti a prelievi forzosi?” si è chiesto all’indomani della conferenza stampa di Conte. Precisando: “le condizioni economiche del nostro paese sono tragiche. Non solo quelle individuali a causa degli effetti del virus ma anche per gli sprechi continui e ripetuti decisi dai nostri politici. E ora è arrivata questa frase bomba del premier Conte in conferenza stampa. Quando nella seconda parte dell’anno i buchi nei conti pubblici saranno un po’ più evidenti e ci dispereremo per gli sprechi fatti anche nei vari decreti coronavirus, aspettatevi qualcosa di molto concreto e italiano. Sarà un prelievo diretto sui conti come negli anni ’90? Sarà un obbligo a comprare debito sovrano italiano dal valore quasi nullo? Sarà qualche altra geniale idea?”


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