ROSCIOLI: PER GLI ALBERGHI NON SARA’ VERA RIAPERTURA

Per noi albergatori non si tratta di una vera e propria riapertura in quanto alcuni alberghi, seppure vuoti, sono stati sempre aperti nel periodo del lockdown e l’autodisciplina interna che c’è stata fino ad oggi è più o meno la stessa contenuta nel nuovo decreto” dice Giuseppe Roscioli, albergatore e presidente di Federalberghi Roma.

Poi ci sono gli aspetti di territorialità che sono diversi da città a città. Perchè “la dinamica turistica nelle grandi città è diversa ed è condizionata anche dall’attività delle compagnie aeree (in particolare, ci interessa il lungo raggio) e non prevediamo ripresa prima di marzo 2021. Il nostro settore è stato il primo ad essere colpito quando è stato deciso il blocco dei voli da e per la Cina e saremo tra gli ultimi a ripartire quando tutto finirà, quindi con il vaccino. Prima – sottolinea – non prevediamo grossi flussi di turismo. Tutto questo tradotto in numeri significa una perdita secca di oltre 1 miliardo di Pil. Con gli alberghi chiusi, finita la cassa integrazione saremo costretti a licenziare il personale. Probabilmente c’è stata una sottovalutazione del settore: bisognava guardare oltre, lanciare sostegni a medio-lungo termine, perché di questo abbiamo bisogno”.

Quindi da domani per gli alberghi non cambia niente?

“Cambierà qualcosa, ma molto poco. Perchè mentre dai parrucchieri ì ci sarà la fila, negli alberghi della Capitale questo non avverrà, quelli che avevano chiuso probabilmente non riapriranno: a fronte di investimenti importanti sanificazione ed altro – vedi per esempio l’eliminazione del buffet che richiede maggiore personale impegnato nella ristorazione – non ci sono clienti sufficienti per coprire i costi. Non conviene”.


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