COVID19: PER I BENI DI LUSSO CALO DEL 20%

L’effetto Covid-19 non risparmia il mondo del lusso. Secondo l’aggiornamento del Altagamma Consensus 2020 elaborato da Fondazione Altagamma, in collaborazione con 22 analisti internazionali, si stima per il 2020 un calo dei consumi di beni di lusso personale su tutti i mercati, con una media del -20%.

A seguito di un 2019 concluso con un ultimo trimestre positivo e un inizio di 2020 molto promettente, l’industria dei beni personali di lusso è stata infatti colpita duramente dalla crisi dovuta alla diffusione del virus Covid-19 e ai conseguenti lockdown nazionali e limitazioni del traffico aereo, portando segni negativi in tutte le categorie merceologiche e in tutti i mercati per l’anno in corso.

I dati sono molto negativi – commenta il presidente di Altagamma, Matteo Lunelli – purtroppo non c’era capitato in precedenza di dare dati di questo tipo, però abbiamo visto una cosa positiva da parte di Bain&Company (la società che ha realizzato il Monitor Altagamma Bain sui Mercati Mondiali, ndr) ossia quando viene ribadito un trend positivo per il nostro settore. E’ un anno di crisi, di incertezza, che sarà sfidante per tutte le nostre aziende ma è importante vedere nel lungo periodo che si torna a un trend di crescita dell’1-2% e mi sembra un ottimo segnale”.

“Oggi – sottolinea Lunelli – la sfida è superare l’emergenza, è una tempesta, le aziende di Altagamma sono forti e manterranno dritta la rotta sul valore dei loro marchi. Molti imprenditori di Altagamma hanno manifestato una grande preoccupazione per le filiere e per questo abbiamo chiesto interventi al governo. Nel breve periodo l’attenzione è stata molto forte per le filiere ma nel lungo periodo sarà importante essere in grado di adattarsi a questo nuovo trend e allineare le proprie strategie a quei trend identificati che accelereranno in futuro”. Lunelli si è detto comunque “orgoglioso di come le aziende di Altagamma stanno affrontando questa fase”.

“Ci aspettiamo una ripresa del mercato del lusso, ma il settore sarà profondamente trasformato – osserva Claudia D’Arpizio, Partner di Bain & Company e autrice dello studio -. La crisi attuale impone a quest’industria di pensare in maniera ancora più creativa e di innovare ancor più velocemente per soddisfare le richiese dei consumatori e superare i vincoli sui canali. I brand che usciranno vincitori saranno quelli che riescono ad interpretare al meglio lo zeitgeist, rimanendo coerenti al loro Dna e alle loro radici”. Quanto alle modalità d’acquisto, per D’Arpizio “ci sarà un ritorno felice al fisico ma la mentalità digital resterà forte. Anche l’omnicanalità diventerà un elemento fondamentale per i brand, ancora più di prima”.

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