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Il Prosciutto di Parma vede la Cina

Il marchio del Consorzio Prosciutto di Parma

Se la domanda interna resta in flessione, quella estera aumenta. Luci e ombre nel bilancio del Consorzio del Prosciutto di Parma sulle tendenze di questo prodotto d’eccellenza del Made in Italy alimentare.  I produttori guardano con crescente interesse ai mercati asiatici e sono impegnata ad aprire in Cina.
Secondo quanto conferma il presidente del Consorzio, Vittorio Capanna, “i mercati asiatici sono quelli a cui guardiamo con più interesse. Da qui la nostra partecipazione alla fiera alimentare ‘Food Hotel China’, svoltasi a Shanghai dal 13 al 15 novembre. Non possiamo tuttavia dimenticare gli Usa e il Nordamerica in generale che dimostrano di avere ancora ampi margini di crescita e il consolidamento dell’area europea, invece più tradizionale”. 
Nel 2018 c’è stata l’apertura a Taiwan, che potrebbe fare da apripista per l’enorme mercato della Cina continentale.
“Per il 2019 l’obiettivo è di mantenere la domanda stabile sul mercato interno, anche approfondendo ulteriormente il legame con il retail. Dal punto di vista strategico, invece continueremo a investire in comunicazione per poter dialogare con il nostro pubblico sui temi della tradizione e della conoscenza del prodotto, due aspetti sempre più decisivi nelle scelte alimentari.” , continua Capanna.

Il Prosciutto di Parma vanta un valore della produzione ammonta a 800 milioni di euro, 1,5 miliardi il fatturato complessivo e l’export incide per 275 milioni di euro. Il valore al consumo del preaffettato è di circa 300 milioni di euro. La filiera comprende 4.000 allevamenti suinicoli e 118 macelli e dà lavoro a circa 50.000 persone.

 

 

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